Il Sentiero del Sovrano - Dalla schiavitù alla sovranità
"Nessuno ha il diritto di fermarti. Nessuno ha il dovere di chiedere il permesso per vivere."
Se sei qui, significa che qualcosa dentro di te si è già messo in cammino.
Forse non sai ancora cosa sia la Sovranità Personale. Forse la parola "sovrano" ti fa pensare a re, regine, troni e corone. Ma la Sovranità di cui parliamo è un'altra cosa.
Nessuno ti ha dato il diritto di respirare. Nessuno ti ha dato il diritto di pensare. Nessuno ti ha dato il diritto di esistere. Questi diritti sono tuoi dalla nascita. Non sono privilegi. Sono la tua natura.
Eppure, qualcuno ci ha insegnato a dimenticarlo.
Ci hanno insegnato a obbedire. Ci hanno insegnato a delegare. Ci hanno insegnato ad avere paura. Ci hanno insegnato che qualcun altro sa meglio di noi cosa è giusto per la nostra vita.
Questo corso serve a disimparare tutto questo.
Non ti promettiamo risposte preconfezionate. Non ti chiediamo di credere a qualcosa. Non ti chiediamo di seguire un capo. Ti chiediamo solo di pensare con la tua testa.
Non sarà facile. Non sarà immediato. Il sistema ti ha addestrato per anni a pensare da schiavo. Disimparare richiede tempo, fatica, coraggio.
Ma è l'unico modo per smettere di essere uno zombi. E tornare a essere un essere umano.
Dentro di te ci sono due voci. Le senti ogni giorno, anche se non ci hai mai fatto caso.
La voce del sistema.
È la voce che dice:
Non è una voce cattiva. È una voce addestrata. È il risultato di anni di educazione all'obbedienza.
La voce della tua coscienza.
È la voce che dice:
È la voce che il sistema ha cercato di spegnere, ma che non è mai morta.
In ogni situazione, queste due voci parlano. Il corso ti insegnerà ad ascoltarle entrambe, e a scegliere consapevolmente.
Tre ragazzi tra i 12 e i 14 anni allestiscono un banchetto per vendere limonata fresca e raccogliere soldi per un vecchio motorino. Un passante li denuncia. La polizia locale interviene. I ragazzi vengono ammoniti e devono smontare tutto.
Fermiamoci un attimo su quest'ultimo punto: il suolo pubblico.
In una Repubblica, se devi pagare il suolo pubblico, significa che quel suolo non è pubblico. È privato. È del comune. Non è Res Publica, come dicevano i romani, come ti hanno insegnato a scuola, come ti ripetono tutti i media tutti i giorni, come è scritto nella nostra Carta Costituzionale. È Res Privata. Il territorio non è del popolo. È dei politici e dei burocrati che lo amministrano come un feudo.
Res Publica significa COSA PUBBLICA, di proprietà di ogni singolo cittadino italiano. Per "COSA" si deve intendere tutto il territorio italiano compreso tutto quello che c'è sopra e tutto quello che c'è sotto.
La scuola aveva insegnato ai tre ragazzi che vivevano nel paese più libero del mondo. Ma non era vero. La scuola ha mentito.
Il passante che ha denunciato non è un cittadino responsabile: è un servo del sistema. Ha visto tre ragazzi che facevano qualcosa di utile e invece di aiutarli o lasciarli in pace, ha chiamato l'autorità.
Il Sindaco e la Polizia Municipale hanno applicato la legge: hanno applicato una serie di regole tiranniche. Hanno obbedito alla tirannia, umiliando e mortificando quei tre ragazzini e tutta la comunità.
I tre ragazzini hanno imparato la lezione sbagliata: che non sono liberi. Che per fare qualsiasi cosa serve un permesso. Che il loro sogno vale meno di un pezzo di carta. Quei tre ragazzini hanno capito che la cosa migliore che possono fare quando saranno grandi se vogliono sopravvivere è emigrare in cerca di un posto dove nessuno gli impedisca di lavorare.
Quei ragazzi non erano criminali. Erano sovrani che stavano nascendo. Avevano un progetto, si erano organizzati, stavano agendo. Non chiedevano permesso. Non aspettavano un'autorizzazione. Per loro era naturale farlo.
Fermati da un passante che, invece di ammirare il loro coraggio e la loro intraprendenza, si è sentito disturbato. Fermati da un Sindaco che, invece di difendere la loro iniziativa, ha scelto di obbedire alla lamentela di un adulto ed alla tirannia che lo ha posto come Sindaco.
Quando il cittadino è Sovrano, nessuno ha il diritto di impedirgli di svolgere l'attività che vuole. Nessuno ha il dovere di chiedere il permesso per realizzare i propri progetti. Le leggi che lo impediscono sono leggi tiranniche.
Non importa se sono vecchie di secoli o scritte ieri. Non importa se le ha fatte un re o un parlamento. Se una legge ti impedisce di vivere, di avere una casa, lavorare, creare, esprimerti, quella legge è tirannia.
E chi la applica senza farsi domande è un servo della tirannia. È un vassallo del tiranno. Nel sistema feudale, il vassallo era colui che giurava fedeltà al tiranno e ne eseguiva gli ordini senza discuterli in cambio di privilegi, un feudo da amministrare e l'immunità. Oggi i vassalli sono i sindaci, i vigili, i burocrati che applicano leggi ingiuste senza chiedersi se sono giuste. Non sono servi del popolo. Sono servi del potere.
Ora facciamo un esercizio di immaginazione. Non fantascienza, ma progettazione politica.
Perché?
Nella Comunità di Sovrani, il diritto di fare è originario. Non si chiede. Si esercita. Un bambino che vuole vendere limonata non è un criminale. È un cittadino che sta imparando a creare. La Comunità lo incoraggia, magari gli insegna come si fa, ma non lo punisce.
Nella Comunità di Sovrani non esiste un Sindaco. Non esiste una polizia che difende gli interessi esclusivi del tiranno di turno. Esiste una comunità di pari, dove le decisioni si prendono insieme. E nessuno ha il potere di impedire a un altro di vivere.
Nella Comunità di Sovrani, ogni cittadino ha un reddito garantito dalla nascita. I tre ragazzi non avrebbero avuto bisogno di vendere limonata per comprare un motorino. Avrebbero già avuto i mezzi per realizzare i loro progetti. E se avessero voluto vendere limonata per gioco, avrebbero potuto farlo liberamente.
Il passante non avrebbe denunciato. Avrebbe sorriso. Avrebbe comprato un bicchiere di limonata. Avrebbe incoraggiato i ragazzi. Perché in una comunità di sovrani, l'iniziativa è un valore, non una minaccia.
Per essere liberi e sovrani servono quattro cose:
Questo corso ti insegnerà a riconoscerle, a pretenderle, a costruirle.
Obiettivo: Fare un primo, concreto passo verso la libertà personale.
Quando c'è un problema nel tuo quartiere, cosa fai?
Se una persona importante ti dice: "Tu non puoi", cosa rispondi?
Quando devi prendere una decisione importante, cosa fai?
Cosa pensi della paura?
Se tutti dicono che una cosa è giusta, ma tu senti che non lo è, cosa fai?
Hai fatto l'esercizio? Racconta come ti sei sentito nel Blog della Comunità.